Osteoporosi: Cause, Prevenzione e Terapia

Osteoporosi: Cause, Prevenzione e Terapia

Osteoporosi: Cos'è

L'osteoporosi è una malattia caratterizzata da una riduzione della massa ossea e da un deterioramento della micro architettura del tessuto osseo che induce un’aumentata fragilità ossea, con conseguente aumento del rischio di fratture.
Questa patologia colpisce principalmente le donne (in misura minore anche gli uomini) e, in particolare, il rischio aumenta col sopraggiungere della menopausa: in questa fase si ha un cambiamento del quadro ormonale con un drastico calo degli estrogeni che hanno un ruolo importante nella regolazione dei livelli di calcio e assorbimento e mantengono il rimodellamento osseo, inibendo l’azione degli osteoclasti.

Si parla di osteoporosi:

- Primitiva: postmenopausa oppure senile
- Secondaria: causata da un’altra problematica (ad esempio l’iperparatiroidismo, l’ipercorticosurrenalismo) oppure da lunghe assunzioni di corticosteroidi, da uno stile di vita scorretto (alcool, fumo), malnutrizione cronica, sedentarietà.

Cause e Fattori di Rischio Osteoporosi

Alcuni fattori di rischio e cause dell'osteoporosi sono genetici e non possono essere modificati.
Altri fattori, invece, riguardano lo stile di vita e possono essere modificati sia a scopo preventivo che in caso di osteoporosi conclamata:

- fumo di sigaretta, alcool
- abuso di drenanti e diuretici
- abuso di lassativi
- stress (il cortisolo gioca un ruolo notevole nell’impoverimento osseo)
- sedentarietà
- amenorrea ipotalamica lunga
- ipocloridria e carenza subclinica di B12
- utilizzo prolungato di farmaci (in particolare corticosteroidi, eparina, anticoagulanti)
- alimentazione non adeguata: diete drastiche, disturbo del comportamento alimentare/DCA, carenza di micronutrienti e, in particolare, di calcio e vitamina D, consumo eccessivo di caffè, di sale e di zuccheri semplici, rapporto alterato fra calcio, magnesio e potassio.

Diagnosi Osteoporosi

L’osteoporosi è una patologia subdola, nel senso che non manifesta sintomi che possono contraddistinguerla (specialmente nelle fasi iniziali).
Dunque come fare per diagnosticarla in tempo?

A menopausa conclamata oppure in presenza di uno o più fattori di rischio, la cosa migliore da fare è rivolgersi al proprio medico per valutare se è opportuno fare degli esami di approfondimento o meno.
L'esame di riferimento per la diagnosi di osteoporosi è la densitometria ossea, o mineralometria ossea computerizzata, indicata comunemente con la sigla MOC, che permette di misurare esattamente la densità minerale ossea, cioè la quantità di minerali presenti nello scheletro in toto o in alcuni distretti scheletrici particolarmente soggetti alla perdita di massa ossea. A volte la MOC viene chiamata anche DXA o DEXA (da Dual Energy X ray Absorbtiometry); in realtà queste due sigle indicano la tecnica con la quale viene eseguito l’esame.

Si tratta di un esame semplice, veloce e non invasivo.

Prevenzione dell'Osteoporosi

La prevenzione per l’osteoporosi inizia sin da piccoli ed è fondamentale soprattutto fino ai 23-25 anni (fino al picco di massa ossea).
Nell’individuo in crescita (bambino/adolescente) la mineralizzazione (formazione del tessuto osseo) prevale sulla demineralizzazione (degradazione del tessuto osseo), intorno ai 25 anni si raggiunge il picco di massa ossea e da quel momento in poi ci si trova in una situazione di neutrale ma il rimodellamento osseo può essere condizionato con attività fisica e carico meccanico.
Nelle persone anziane e, in particolare, nelle donne in menopausa succede che la demineralizzazione prevale sulla mineralizzazione (l’opposto di ciò che avviene dei bambini). Il bilancio diventa quindi negativo e si comincia a perdere massa minerale ossea. Nella prima fase della menopausa il calo può essere anche molto veloce.
La prevenzione sta nell’aumentare il suddetto picco di massa ossea, cioè quel momento della vita in cui si raggiunge la massima densità ossea. Fondamentale risultano alimentazione, esercizio fisico e stile di vita a 360 gradi in tutte le fasce d'età.
Bisogna incentivare le donne a fare attività fisica per favorire i processi di mineralizzazione a scapito di quelli di demineralizzazione (ovvero “demolizione” di tessuto osseo). Un maggiore approfondimento su esercizio fisico sarà descritto a fine articolo.

Per quanto riguarda l’alimentazione, un’assunzione alimentare di calcio variabile tra 400-1500 mg/die è risultata sufficiente per la prevenzione di fratture ossee in donne che si trovano in peri-menopausa, ma dipende anche dal resto dello stile di vita, dalla salute del microbiota, dai livelli di vitamina D.

Terapia per Osteoporosi

L’integrazione di calcio, considerando gli effetti avversi che protebbe avere in certe condizioni, non dovrebbe essere routine medica né andrebbe assunta senza il parere di un professionista. Devono essere valutati livelli di assorbimento ed escrezione della paziente, oltre che introito proteico e attivazione della vitamina D.
Non è, dunque, solo una questione di calcio!
Ad ogni modo, per limitare i rischi cardiovascolari dovuti ai depositi di calcio nei tessuti e in circolo, può essere utile il supporto della vitamina K2 (attenzione in caso di anticoagulanti!). Bisogna sempre valutare lo stato di salute del singolo individuo.
Oltre che la quantità di calcio da assumere con la dieta, è bene prendere in considerazione la sinergia dei diversi nutrienti. L’assorbimento del calcio, infatti, è favorito dalla vitamina D e dalla presenza della giusta quota di proteine (un eccesso può essere controproducente).
C’è anche un’altra modalità di assorbimento del calcio ed è quella per diffusione semplice paracellulare, un tipo di assorbimento che non dipende dalla vitamina D né dall’età: è necessaria elevata concentrazione intra-luminale di calcio, presenza di lisina e arginina oppure di lattosio (è importante anche mantenere in buona salute il microbiota in modo tale da favorire l’assorbimento del minerale).
Può essere utile anche tenere sotto controllo la caffeina: bere oltre 6-7 caffè al giorno può incidere sulla riduzione dell’assorbimento di calcio (oltre all’asse HPA e problemi associati ad ipertensione).
In linea generale, è preferibile ridurre la quantità di caffè nell’arco della giornata a 2-3: uno al mattino al risveglio, il secondo a metà fase attiva (ad esempio dopo pranzo), un eventuale terzo nel pomeriggio.

Dieta Vegana e Calcio

Si è visto che una dieta vegana o vegetariana ben bilanciata non è correlata ad un aumentato rischio di fratture, come spesso di tende a credere.
Esistono, infatti, fonti di calcio alternative ai latticini. C’è da dire inoltre che, oggigiorno, la maggior parte degli alimenti vegani risultano “arricchiti” e presentano buone quantità sia di vitamine del gruppo B che di vitamina D e di calcio (latte o yogurt vegetali, tofu, tempeh ne sono solo alcuni esempi).

Osteoporosi ed Esercizio Fisico

Nel paragrafo precedente abbiamo parlato dell’importanza della prevenzione per l’osteoporosi e che essa inizia sin da piccoli.
Il rischio di osteoporosi aumenta notevolmente in menopausa proprio per il cambiamento dell’assetto ormonale e diminuzione degli estrogeni che hanno una funzione protettiva (mantengono il rimodellamento osseo, inibendo l’azione degli osteoclasti).
Incentivare le donne a effettuare attività fisica adeguata è fondamentale sia per la prevenzione, ma anche in caso di osteoporosi già in atto: il tessuto osseo è un tessuto vivo, uno stimolo motorio adeguato può favorire i processi di mineralizzazione (ovvero “costruzione” di tessuto osseo) a scapito di quelli di demineralizzazione (ovvero “demolizione” di tessuto osseo).
Il miglior esercizio fisico, soprattutto per la prevenzione, è quello con carico e impatto (va bene l’allenamento contro resistenza, va bene la corsa, va bene il salto o allenamenti a corpo libero ben strutturati). Meno importante risulta il nuoto, perché non è ad alto impatto ed è proprio l’impatto ad essere salutare per l’osso.

Curiosità

- Secondo degli studi ed analisi effettuati su atleti, un ginnasta ha più alta densità di un corridore che, a sua volta, ha più alta densità di un nuotatore.
- Gli astronauti effettuano 1-2 ore al giorno di esercizio fisico cardiovascolare e contro resistenza riducendo così le conseguenze dell’assenza di gravità, la quale comporta una riduzione della densità minerale ossea 10 volte superiore rispetto a quando ci si trova sulla Terra, in presenza di gravità.

Concludendo:

Dalla letteratura analizzata, in relazione agli effetti dell'attività fisica sul metabolismo osseo, risulta dunque che l'esercizio fisico contro resistenza e cardiovascolare agiscono sulle vie molecolari del rimodellamento osseo coinvolgendo tutti i tipi cellulari di tessuto osseo. Ad ogni modo l’attività fisica ha sempre effetti benefici sui pazienti affetti da osteoporosi, e non solo sull'omeostasi ossea ma su tutto il sistema muscolo scheletrico.

L’ultima cosa da fare è stare fermi.

NB: L'osteoporosi è una malattia dalle quale non si può guarire ma si può fare qualcosa per prevenirla. In caso di osteoporosi già conclamata si può fare qualcosa per rallentarla o arrestarne la progressione

Bibliografia

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A cura di
Dott.ssa Patalano Myriam Biologa Nutrizionista
Ischia Nutrizione Patalano