Test Per Le Intolleranze Alimentari: Bufala o Scienza?

Test Instolleranze
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I Test per le intolleranze sono un tema che ha coinvolto grande interesse negli ultimi anni. Il mercato questo lo sa ed ecco che saltano fuori numerosi test, kit domestici e proposte di soluzioni (protocolli / diete / vendita di prodotti). Il tema è molto caldo e va affrontato con attenzione ed in maniera scientifica.

Mi spiace dare una delusione a molte persone, ma nella maggior parte dei casi ci troviamo di fronte a test senza alcun supporto di validità scientifica.

Vado subito al sodo elencandovi quelli che sono i test inutili e quelli che sono, invece, test per le intolleranze affidabili (pochi).

Prima di leggere i test per diagnosticare le allergie o intelloranze alimentari vi invito a leggere, se non lo avete ancora fatto, l’articolo riguardo la differenza tra allergie e intolleranze.


Test Per Le Intolleranze Inutili

E NON Validi Scientificamente (Aggiornato al 2021)

- Test Elettrodermici (EAV, VEGA test, Sarm test, Biostrength test):
Tutte le attrezzature qui utilizzate non rispondono a determinati standard scientifici. Tutti gli studi effettuati sono concordi nell’affermare che questi test non abbiano alcuna validità diagnostica e che i risultati siano del tutto casuali.
- Test Citotossici (CYTOTEST):
Un test molto vecchio. In numerosi studi è stata dimostrata la non riproducibilità del test che non riesce a discriminare pazienti effettivamente allergici dai negativi. Inoltre il test portava risultati diversi nello stesso paziente se effettuato in diversi momenti. Negli anni si è cercato di migliorare ed automatizzare questo metodo ma senza grandi risultati. L’Academy of Allergy lo ha dichiarato come test non affidabile.
- Kinesiologia applicata:
Non ci sono dati e studi a supporto di questo test: questo test è al limite della fantascienza!
- Test di Provocazione e Neutralizzazione (intradermico e sublinguale):
Non riproducibilità dei risultati ed è potenzialmente pericoloso in soggetti che presentano reali allergie.
- Determinazione di IGg 4 specifiche per gli alimenti:
Una metodica attualmente molto praticata e di facile accesso nelle farmacie o nei laboratori di analisi. In realtà numerosi studi hanno chiaramente dimostrato che è un test non affidabile e senza alcuna importanza diagnostica. Questo test non restituisce altro che una semplice reazione fisiologica del sistema immunitario all’esposizione ai componenti presenti negli alimenti. Ig4 positive si rilevano anche in soggetti che non hanno mai lamentato problemi e che non sono effettivamente allergici. E' un test anche potenzialmente pericoloso poiché non permette di distinguere soggetti che presentano una vera allergia IgE-mediata esponendoli a grandi rischi nel caso in cui non vengano correttamente individuati i veri allergeni responsabili.
- Biorisonanza:
Nessuna rilevanza e nessun valore diagnostico dimostrato.
- Mineralogramma del capello:
Mancanza di precisione e di riproducibilità dei risultati.
- Iridologia

Questi sono tutti test “alternativi” che un po' per moda, un po’ sull’onda di campagne pubblicitarie, un po’ facendo leva sulla vulnerabilità e suggestione delle persone, stanno sempre più proliferando per diagnosticare allergie e intolleranze alimentari. Il fine di questi test è puramente commerciale e non ha nulla a che vedere con la salute né con le evidenze scientifiche.


Test Per Le Intolleranze Validi

- Breath Test: utilizzato in diversi contesti (intolleranza al lattosio, fruttosio, xilosio, per diagnosticare SIBO, per indagare sulla presenza di altre eventuali problematiche intestinali). Per valutare l’intolleranza al lattosio il paziente assume una dose standardizzata di lattosio. Vengono poi analizzati i gas espirati, in diversi intervalli di tempo, alla ricerca di picchi di idrogeno la cui presenza indica fermentazione intestinale del lattosio non digerito.

- Patch Test: per l’allergia al nichel (in caso di sospetta sindrome sistemica al nichel).

- Per la diagnosi di celiachia è opportuno fare degli esami specifici. Successivamente è necessario eseguire una gastroscopia con biopsia duodenale che permette di confermare la diagnosi con una diretta osservazione dei danni a carico della mucosa dell’apparato digerente e villi intestinali.
Gli esami da eseguire prima della gastroscopia sono: dosaggio anticorpi IgA anti transglutaminasi tissutale (tTGA, test di screening), dosaggio anticorpi anti endomisio (test di conferma), anticorpi antigliadina (AGA, rivolti verso componenti del glutine e meno importanti dal punto di vista clinico per l'alto tasso di falsi positivi).
Pazienti con elevati titoli anticorpali di transglutaminasi anti-tissutale ed anticorpi anti-endomisio hanno una probabilità di oltre il 95% di essere celiaci. La biopsia duodenale, invece, è un esame che lascia poco spazio al margine di errore: è un esame invasivo eseguito sui soggetti positivi ai precedenti test per ottenere la conferma diagnostica di malattia celiaca. Prima di sottoporsi a questi esami è importante che il paziente mantenga le proprie abitudini dietetiche, salvo diversa prescrizione medica. Se, ad esempio, il soggetto, di sua spontanea volontà, smette di assumere alimenti contenenti glutine potrebbe risultare falsamente negativo ai test utilizzati per la diagnosi di celiachia.

Non basta fare gli esami! Bisogna saperli interpretare e conoscere il da farsi. Dunque si consiglia sempre di affidarsi ad un professionista del settore (medico, biologo nutrizionista o dietista).

Bibliografia

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A cura di
Dott.ssa Patalano Myriam Biologa Nutrizionista
Ischia Nutrizione Patalano


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