Caffè e Ritmi Circadiani Alterati

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Quando si è stanchi e con qualche ora di sonno in meno, o in un periodo di stress, è facile cadere nella tentazione di sfruttare caffè o integratori di caffeina per contrastare la sonnolenza ed ottimizzare la performance mentale.

Ma questo trucco funziona sempre?

Per un po’ può anche funzionare! La caffeina può ridurre alcuni degli effetti negativi dovuti alla mancanza di sonno in acuto, aiuta a migliorare il focus, la vigilanza ed i tempi di reazione.
Sul lungo termine, però, le cose non stanno proprio così e la continua assunzione di diversi caffè al giorno o alti dosaggi di integratori di caffeina smette di apportare benefici. Nel momento in cui i benefici terminano, iniziano le controindicazioni tra cui l'alterazione dei ritmi circadiani.

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Nella slide c’è un grafico estratto e rielaborato dallo studio di Doty TJ et al. del 2017. Nel grafico si può vedere che la caffeina, nei primi giorni, aiuta a contrastare gli effetti del sonno arretrato (le prime 3 notti) ma, dopo i primi giorni, non c’è più alcuna differenza tra caffeina ed effetto placebo. Insistere con la caffeina mette solo ulteriormente alla prova i nostri surreni.



Ricordate dunque che più caffeina si assume, meno efficaci saranno i suoi effetti. Questo è un concetto fondamentale da comprendere in quanto, spesso, si entra in un circolo vizioso molto pericoloso: notando meno gli effetti, si aumenta il dosaggio!! Questo atteggiamento genera una vera e propria dipendenza.
Anche la caffeina, come la luce, è uno zeitgeber (un fattore che influenza i ritmi circadiani) e va dunque utilizzata nel modo giusto se si vogliono ottenere dei reali benefici.

A cura di
Dott.ssa Patalano Myriam Biologa Nutrizionista
Ischia Nutrizione Patalano